domenica 18 dicembre 2022

Da fotone privo di energia a massima energia una possibile evoluzione dell’universo

 Potrebbe essere - vedi capitolo precedente - che da una possibile esplosione catastrofica inimmaginabile tra masse di fotoni senza energia/pochissima energia, i fotoni energizzati si espansero (ricorda il punto di espansione iniziale nella formazione dell’universo del Big Bang) da una velocita’ v = 0 m/s o a v<<<<<<<c a una v = c = 299792458 m/s, data dalla massima energia ricevuta, in un tempo t1-t° con un’accelerazione a = c - v°/t1 - t°. Ma potrebbe essere che i fotoni energizzati ricevettero  un’energia iniziale che determino’ una v*>>c e un’accelerazione iniziale a*>>a.


con v = 0 o v<<<<<<<<<<c sono indicazioni approssimative di una riduzione notevole della velocita’ della luce = c ad esempio:

c x 10^-4 = 29979,2458 m/s   pari a 0,0001 % di c

c x 10^-5 = 2997,92458 m/s   pari a 0,00001 % di c

quindi un universo a termine si muoverebbe con possibili velocita’ significative e ben differenziate da quella della luce


Quindi le particelle quantistiche potrebbero essere state create dall’energia e masse dei fotoni? Possibile:


massa particella quantistica = mpq = (1…………n fotoni)^x ;utilizzando la formula di A. Einstein E = mxc^2

mpq = (1…..n fotoni)^x = Energia/c^2 nel periodo evoluzionistico attuale? nel caso l’energia iniziale del fotone fosse stata maggiore segue:

v*>>>c con  mpq*(1……..n fotoni)^x* = E*/(v*>>>c)^2


quindi potrebbe essere che in un tempo primordiale, seguente un'esplosione catastrofica (potrebbe ricordare la singolarita’ del Big Bang) iniziale necessaria alla vita di un universo, l’energia sviluppata era maggiore dell'energia di un universo evoluto e attivo di eta’ avanzata. Potrebbe essere che i fotoni a inizio universo a massima energia, viaggiassero a v>>>>>>>>>c e si comportassero come i tachioni ( ricercati dalla scienza) a *c^n>>>>>>>>>c (periodo tachionico?)


facciamo un esempio di un fotone tachionico primordiale con una    

c* = 2,99792458x10^14 m/s…..quanto tempo percorrerebbe la distanza  tra la Terra e Marte? d = 2,54x10^11 m; a velocita’ della luce c il tempo percorso sarebbe t = s/c = 847,2528018 sec pari a 2,35348 ore; a velocita’ tachionica il tempo percorso sarebbe t = s/*c = 0,000847 sec


In universo primordiale i fotoni potrebbero aver preso tutte le direzioni x,y, z…….n con curvature da 0………360 gradi in uno spazio tridimensionale, con urti da 1……n, ad angolazioni da 1…….n; l’espansione dei fotoni potrebbe aver seguito la legge di un gas non ideale:

[ P+a x (n/v)^2 ] x (V - n x b) = nRT

a* = fattore di proporzionalita’ che potrebbe riguardare la comprimibilita’ dei fotoni che si incontrano

b* = volume materialmente occupato (covolume) da una mole di gas, in questo caso da una mole di fotoni

n = al numero totale di fotoni senza/poca energia coinvolti nell’esplosione catastrofica.








In un tempo primordiale dell’origine di un universo potrebbe essersi formato una  inimmaginabile formazione simil-gassosa soggetta a variazioni di pressione e volume: 


a P>>0 e V>>>>>>>0 la formazione gassosa si espanderebbe, aumenterebbe la T e l’energia cinetica con v>>c o v = c, con fattore comprimibilita’ non significativo (a>0) e covolume residuo (b>0)


a P>>>>>>0 e V>>0 la formazione gassosa si ridurrebbe, con fattore di comprimibilita’ significativo (a>>>>>0) e covolume significativo con b>>>>>>>>0; diminuirebbe l’energia cinetica e anche la T.  L’aumento di comprimibilita’ e di covolume potrebbe indicare che il numero di fotoni che si incontrano arrestano la loro energia cinetica da E>>>>>>0 a E = 0 concordando con la diminuzione della T e di V e con l’aumento di P. L’arresto di energia tra fotoni con urto elastico corrisponderebbe ad un intervallo di tempo limitatissimo (miliardesimi di miliardesimi di miliardesimi di secondo) in cui i fotoni formerebbero una massa in t°(a*+b*) corrispondente da 1…..n fotoni





Potrebbe essere successo che, in un periodo di transizione, le variazioni di P e V si alternavano con  finestre spazio temporali ( di migliaia, milioni, miliardi di anni? ) diminuendo progressivamente la comprimibilita’ e il covolume dei fotoni, determinando masse variabili di fotoni non costanti a causa dell’elevata energia con temperatura di poco inferiore a quella avuta dell’inizio dell’universo, causa del dissipamento energia che non puo’ essere infinita.

Potrebbe essere che in un periodo post transizione (tempo da definire in migliaia, milioni, miliardi di anni?) concorde con il decremento dell’energia iniziale ricevuta dall’esplosione  catastrofica, iniziassero nella casualità cosmica a stabilirsi, dopo infiniti esperimenti conformazionali di struttura e forma, masse costanti di fotoni a dimensioni variabili e dinamiche aggregate tra loro = mcdvd mantenendo la caratteristica del fattore a* e b* di un gas reale con E = 0 con t*<t°(a*+b* del periodo transizione). Ogni massa delle mcdvd con  volume  v* ( da a……x) occuperebbe parzialmente il volume di una particella quantistica V e potrebbe disporsi in varie ma costanti direzioni, immerse in un mare di fotoni che si muovono in ogni direzione. La particella quantistica (pq) potrebbe essere una struttura aperta che riceve un certo numero di fotoni, ed emette continuamente lo stesso numero di fotoni ricevuti per mantenere costante la sua massa, con la caratteristica che ogni pq avrebbe un numero costante di mcdvd con disposizione spaziale costante, con dissolvimento e ricomposizione sequenziale di ogni massa per ogni mcdvd, in cui il fattore a*+b* è dipendente da ogni singola massa del complesso mcdvd, cosi’ il tempo con E = 0. Alla formazione di ogni singola massa del complesso mcdvd partecipano i fotoni entranti nella pq e quelli presenti nella stessa pq. Possibile, in 10^-27 secondi, che ogni massa della componente mcdvd in sequenza, si dissolve recuperando la sua energia: i fotoni uscenti da ogni singola massa manterrebbero le distanze tra le masse che tenderebbero a collassare tra di loro; in seguito ogni massa si riassemblerebbe da fotoni entranti nella pq con quelli gia’ presenti




Come si potrebbe definire con questa teoria (il fotone plancton dell’universo) l’ipotetica struttura  della particella quantistica?

  1. ogni pq avrebbe un numero di masse costanti e variabili tra loro, (mcdvd) disposte spazialmente tra loro in tutte le direzioni. Il numero delle masse mcdvd è proporzionato alla massa della pq.

  2. ogni massa delle mcdvd si dissolve e si ricompone indipendentemente dalle altre con t’(a’+b’) propria, con E = 0  localizzandosi, dopo la ricomposizione, sullo stesso piano in posizione diversa, tale da mantenere la stessa disposizione spaziale tridimensionale con le altre masse di mcdvd della pq

  3. i fotoni entranti e uscenti dalla massa della pq mantengono l’equilibrio fotonico al suo interno, costituito dalle mcdvd (fotoni che si incontrano tra loro) e da fotoni liberi che si muovono in tutte le direzioni

  4. tutti gli eventi sopra indicati avvengono in  miliardesimi di miliardesimi di miliardesimi di secondo

  5. potrebbe essere possibile che le prime masse delle pq apparse nell’universo con altissima energia (periodo di transizione-post transizione) siano state quelle a massa piu’ grande per presentarsi nel tempo con masse piu’ piccole, immerse in un mare immenso di fotoni in espansione con significativa perdita del fattore comprimibilita’ e covolume di un gas reale, con diminuzione dell’energia e della temperatura

  6. ogni pq ha la sua controparte di antimateria, formatasi nel periodo di transizione, tranne i fotoni; potrebbe essere che ogni anti-particella quantistica (apq) sia composta da un complesso di mcdvd identico alla sua controparte di pq, ma organizzato in modo speculare e non sovrapponibile alla sua stessa controparte; questa ipotesi indicherebbe che esistono due realta’ di mcdvd speculari tra loro e che non sono sovrapponibili: come potrebbe succedere? 

  7. si potrebbe considerare che nella nostra finestra spazio temporale (formazione galassie, sistemi stelle-pianeti ecc), persista una condizione energetica di stallo (stand by) che permetta l’esistenza (per migliaia. milioni, miliardi di anni?) delle particelle quantistiche e quindi della vita che conosciamo. Quando la condizione energetica degradera’ dallo stand by probabilmente iniziera’ l’estinzione di un universo con una finestra spazio temporale da definire (in migliaia, milioni, miliardi di anni?)

  8. potrebbe essere successo che non tutti i fotoni senza energia partecipanti alla formazione dell’universo, siano stati utilizzati nella formazione delle mcdvd e che tuttora percorrano lo spazio come sottofondo cosmico

Come si potrebbe definire con questa teoria una particella quantistica? Una nano struttura (mcdvd) a forma di grappolo: ogni grappolo  avrebbe dimensione diversa dall’altro, con t(a+b) proprio dall’altro e massa e volume diverso e con E = 0; gli spazi tra le diverse masse sarebbero occupati da fotoni che si muovono in tutte le direzioni e partecipano alla ricomposizione delle masse insieme ai fotoni entranti nella pq, mentre i fotoni che si dissolvono da ogni massa del grappolo, mantengono le distanze tra le masse del complesso mcdvd e fuoriescono dalla pq mantenendo la sua massa; tale evento si svolgerebbe in miliardesimi di miliardesimi di miliardesimi di secondo.



Dopo il periodo post transizione, un universo si potrebbe essere evoluto (periodo evoluzione in migliaia, milioni, miliardi di anni?)  in cui le mcdvd diverse tra loro, dopo infiniti esperimenti casuali si trovarono a combinarsi in gruppi  diversi come i quarks o in modo singolo in bosoni o leptoni, ed e’ possibile che solo in un periodo di evoluzione avanzata (di migliaia, milioni, miliardi di anni?) si formarono gli atomi costituenti l’universo dando vita a nebulose, sistemi, galassie, comete, asteroidi e sistemi gassosi



domenica 13 novembre 2022

Se puo' succede succedera'........se potrebbe succedere succederebbe

 SE  PUO’  SUCCEDERE  SUCCEDERA’ (meccanica quantistica)


Il fotone, il plancton dell’universo (se potrebbe succedere succederebbe)





particelle fondamentali della meccanica quantistica come  leptoni, quarks, bosoni hanno tutti la loro controparte di antimateria, tranne i fotoni.

Se facciamo incontrare, particelle quantistiche, in una sperimentazione evento con acceleratori ottenendo elettroni (materia) con positroni (antimateria dell’elettrone), otterremo l’emissione di onde elettromagnetiche costituite da fotoni che potrebbero rappresentare la base di origine della materia e antimateria.

Con questa possibilista teoria si potrebbe dedurre che tutti i leptoni, quarks, bosoni sono costituiti da fotoni. Se così fosse da dove provengono i fotoni? Perché la fisica classica e anche quantistica affermano che il fotone non ha massa e si muove con meccanismo ondulatorio? La scienza potrebbe, in mancanza di strumenti scientifici non creati dalla tecnologia contemporanea, non valutare la massa esistente del fotone e sottovalutare la sua importanza fondamentale  nella vita  dell’Universo.

Ma l’energia di un fotone da dove proviene? E se il nostro universo sara’ destinato ad estinguersi nel tempo, significa che i fotoni costituenti la materia e l’antimateria perderanno la loro energia? Se cosi’ fosse cosa succederebbe ai fotoni senza energia?

Potrebbe essere che questi fotoni senza energia corrispondano come precursori dell’inizio di un universo? Ma se i fotoni senza energia si trovano al termine della vita di un universo non possiamo distinguerli da altri provenienti da altri universi a termine. Quindi ci potrebbero essere altri universi che esistono come il nostro? E ci troveremo in un sistema di multiuniversi in uno spazio e tempo infinito?

Ma come potrebbe avvenire l’inizio di un universo da fotoni senza energia? Si potrebbe ipotizzare che ammassi di grandissima forma (dell’ordine di 10^n 9 di Kg; con n da 1………9) di fotoni senza energia, con tempi di differente formazione dell’ordine di miliardi di anni, vaghino nel sistema multiuniversi a distanze prossime all’infinito tra di loro a velocita’ ridottissima e nella casualita’ pronte ad imbattersi tra loro o a fare presenza in altri universi come buchi neri, mentre gli universi mantengono distanza tra loro con rapporti di energia emessa dalle loro galassie costituita da fotoni a energia nE = costante Plank x frequenza, dove nE indicherebbe l’energia della somma dei fotoni emessi per universo.

Le masse di fotoni senza energia o con pochissima energia potrebbero essere incalcolabili per la strumentazione attuale dell’uomo, e con velocita’ ridottissima rispetto a quella della luce (c = 299792458 m/s), circa c/10^5 m/s  o c/10^6 m/s; le masse di fotoni con pochissima energia, con fotoni insufficienti di viaggiare a v = c, perderebbero la capacita’ di emettere energia e di mantenere un equilibrio energetico con altri corpi celesti ( galassie, sistemi, gas e polveri interstellari) che emettono energia fotonica, creando un disequilibrio energetico che avrebbe come evento l’avvicinamento e l’assorbimento del corpo celeste da parte della incalcolabile massa di fotoni senza energia (rispetto quella della luce) o con pochissima energia, ricordando un buco nero.

Nel caso di masse di fotoni senza energia/pochissima energia che casualmente si trovano sullo stesso percorso e in direzione opposta, incapaci di equilibrarsi energicamente sono destinate ad imbattersi con modalita’ differenti: masse diverse e velocita’ differenti dove si potrebbero verificare fusioni o esplosioni catastrofiche inimmaginabili.

Da un’esplosione catastrofica tra masse di fotoni senza energia i fotoni acquisterebbero energia massima pari a v = c e dare l’inizio ad un nuovo universo.









domenica 21 novembre 2021

Possibili implicazioni dell'Entaglement nei microstati delle particelle fondamentali

 nella teoria che le particelle fondamentali della materia: leptoni, quarks e bosoni siano 

costituite da fotoni in movimento con c = 299792458 m/s, con frequenza specifica, che 

urtandosi tra loro defiiniscono la struttura della particella organizzandosi in un determinato 

numero di microstati con funzione specifica. Se gli urti tra fotoni determinano la struttura della 

particella, occorre valutare la modalita' dell'evento: l'angolazione dell'urto e la sua efficacia. 

Non si conosce la forma del fotone, se è una perfetta sfera o ha forma irregolare con 

protuberanze; in merito al tipo di urti tra due fotoni si possono valutare 30 probabilita' di cui:

3 urti frontali diritti: 1 centrato, 1 decentrato a sx, 1 decentrato a dx

3 urti frontali diagonali da dx: 1 centrato, 1 decentrato a sx, 1 decentrato a dx

3 urti frontali diagonali da sx:, 1 centrato, 1 decentrato a sx, 1 decentrato a dx

3 urti posteriori diritti: 1 centrato, 1 decentrato a sx, 1 decentrato a dx

3 urti posteriori diagonali da dx: 1 centrato, 1 decentrato a sx, 1 decentrato a dx

3 urti posteriori diagonali da sx:: 1 centrato, 1 decentrato a sx, 1 decentrato a dx

3 urti laterali ortogonali da dx: 1 centrato, 1 decentrato anteriore, 1 decentrato posteriore

3 urti laterali ortogonali da sx: 1 centrato, 1 decentrato anteriore, 1 decentrato posteriore

3 urti laterali diagonali da dx: 1 centrato, 1 decentrato anteriore, 1 decentrato posteriore

3 urti laterali diagonali da sx: 1 centrato, 1 decentrato anteriore, 1 decentrato posteriore

 18 sono le probabilita' di urti laterali con angolazioni che vanno da 1° a 89° pari a 88 

probabilita'; con angolazioni che vanno da 91° a 179° pari a 88 probabilita'; con un 

totale di 176 probabilita' di urti angolari per un singolo urto angolare pari a:

18x176 = 3168 probabili urti laterali

3 sono le probabilita' d'urto frontale diritto

3 sono le probabilita' d'urto posteriore diritto

6 sono le probabilita' d'urto laterale ortagonale





per un elettrone, protone, neutrone di peso differente, differenti saranno i numeri di urti:

elettrone: 9,1093837015x10^-31 Kg peso

peso elettrone/peso fotone = 9,11x10^23 fotoni con:

3168x9,11x10^23 =2,9x10^27 probabili urti laterali

3x9,11x10^23 = 2,7x10^28 probabili urti frontali diritti

cs = 2,7x10^28 probabili urti posteriori diritti

6x9,11x10^23 = 5,5x10^28 urti laterali ortogonali


peso protone: 1,6726231x10^-27 Kg

peso protone/peso fotone = 1,67x10^27 fotoni con:

3168x1,67x10^27 = 5,3x10^30 probabili urti laterali

3x1,67x10^27 = 5x10^27 probabili urti frontali diritti

cs = 5x10^27 probabili urti posteriori diritti

6x1,67x10^27 = 10x1,67x10^27 probabili urti laterali ortogonali


peso neutrone: 1,674927351x10^-31 Kg

peso protone/peso fotone = 1,674x10^27 fotoni

3168x1,674x10^27 = 5,3x10^30 probabili urti laterali

con 5x10^27 urti frontali diritti

con 5x10^27 probabili urti posteriori diritti

con 10x1,67x10^27 probabili urti laterali ortogonali


NELLO SPAZIO INFINITAMENTE PICCOLO IN CUI AVVENGONO GLI EVENTI ogni grado 

inerente ai probabili urti laterali, potrebbe suddividersi in 60 

sessanta sessantesimi di grado e ogni sessantesimo di grado potrebbe essere 

suddiviso in altri sessantesimi di sessantesimi di grado, nella casualita' di un urto.

Le probabilita' d'urto laterali per ogni singolo fotone salirebbero a: 

18x88x60x60x2 = 11.404.800 probabili urti laterali per ogni lato del fotone


QUALE SAREBBE LA FREQUENZA DEI FOTONI ALL'INTERNO DELLA PARTICELLA 

FONDAMENTALE?



probabilmente si troverebbe nell'infrarosso e visibile tra i 10^12 Hz e i 10^15 Hz o 

potrebbero avere una specifica frequenza all'interno dei microstati della particella 

con E = hv = 6,626x10^-34 Jxs x 10^12 Hz = 6,626x10^-22 J (*)

       E = hv = 6,626x10^-34 Jxs x 10^15 Hz = 6,626x10^-19 J (°)

in 1 elettrone ci sarebbero 9,11x10^23 fotoni (f) che svilupperebbero virtualmente

complessivamente:

(*) x 9,11x10^23 (f) = 604 J 

(°) x9,11x10^23 (f) = 604000 J

ogni fotone percorerebbe uno spazio infinitamente piccolo di 10^-15 m o 10^-25 m con 

la sua quantita' di moto q = m (10^-54 Kg) x c (299792458 m/s) fino ad incontrarsi con 

un altro fotone con variazione della sua q. Il probabile evento sulla frequenza si 

contraddice sul contenuto del numero dei fotoni organizzati in microstati o sistemi 

complessi contenuti nell'elettrone: in un secondo 10^12 o 10^15 fotoni passerebbero a 

queste frequenze dell'IR, mentre nel secondo successivo non ci sarebbero 

quantitativamente fotoni per passare alle frequenze prima indicate, che potrebbero 

essere reperiti da fotoni ( frequenza simile) ricevuti dall'esterno dell'elettrone  e 

contemporaneamente il numero dei fotoni contenutI nell'elettrone sarebbe 

casualmente mantenuto con la perdita di fotoni IR all'esterno dell'elettrone.

La variazione della q e' determinata dall'incontro tra fotoni, con la probabilita' 

che l'urto  riguarderebbe due fotoni in un tempo T°........T'

1) urto frontale diritto tra due fotoni A e B, ognuno con q = mxc con medesima 

direzione, uguale intensita' e verso opposto, con q = 0 in T'. Con l'urto elastico tra i 

due fotoni varia la forma in un tempo T'' in cui l'energia cinetica del fotone si converte 

in energia potenziale nella variazione di forma; in un tempo >T'' l'energia potenziale si 

riconverte in energia cinetica e ogni fotone riacquista la sua q = mxc con direzione 

lineare opposta

2) urto posteriore diritto tra due fotoni C e D, ognuno con q = mxc, con medesima 

direzione, uguale intensita', stesso verso: C non puo' raggiungere D perche' hanno le 

stesse velocita'....l'urto avverrebbe solo nel caso quando D varia la sua q azzerandola 

urtando A nella stessa direzione, coinvolta nel  caso 1); segue che D si aggrega ad A; 

C urta D azzerando la sua q. In un tempo >>T'' si formerebbe un aggregato di fotoni 

A-B-C-D con q = 0 in cui le energie cinetiche sono trasformate in energie di variazione 

di forma (vf) dei fotoni: 1 vf A; 2vf B;2 vf C; 1vf D. In un tempo § = >>>T'' le energie 

potenziali di variazioni di forma si riconvertono in energie cinetiche con ripristino 

q = mxc dove A e B si respingono con verso opposto stessa direzione, B e C si 

respingono con verso opposto stessa direzione, C e D si respingono con verso 

opposto stessa direzione.

3) urto laterale ortogonale tra fotone E e fotone F con direzioni ortogonali e versi tra di 

loro aventi la stessa q = mxc 

con t° q = 0 per i due fotoni E e F che si fermano

con t' con q = mxc per i due fotoni E e F che si respingono con versi opposti nella 

stessa direzione; potrebbe avvenire un urto bilaterale biortogonale che coInvolge i 

fotoni E,F,G, cui segue q = mxc, che con  l'urto passa a q= 0; il fotone E urtato 

ortogalmente da F e G potrebbe aggregarsi al complesso fotonico A-B-C-D passando 

in tempo T# >>> T'' ad aggregato A-B-C-D-E-F-G in un tempo T°............T# jn cui la 

quantita' di moto di A-B-C-D-E-F-G è q = 0, dove l'energia cinetica (q = mxc) si converte 

in energia potenziale di forma, in cui 2vfD; 3vfE; 1vfF; 1vfG. In un tempo probabilmente 

di miliardesimi di secondo T>T# l'energia potenziale si converte in q = mxc in cui:

A e B si respingono con verso opposto e medesima direzione

B e C si respingono con verso opposto e medesima direzione

C e D si respingono con verso opposto e medesima direzione

D e E si respingono con verso opposto e medesima direzione

F e E si respingono con direzione ortogonale

G e E si respingono con direzione ortogonale

l'addensamento fotonico probabilmente ha un limite di tempo, dato che la 

compressione dell'urto è controbilanciata dalla ripresa della q che da q = 0 passa a 

q = mxc, quindi comprende un numero limitato di fotoni, ma quanti numeri di 

addensamento fotonico potrebbero avvenire in 1 secondo? e che funzionalita' 

avrebbero nella particella fondamentale?

4) approssimativamente si era valutato la probalita' nell'urto laterale di un fotone ad un 

altro fotone con 11.404.800 probabilita' d'urto. Si puo' ipotizzare in un tempo T°......T' 

che ogni urto comporterebbe l'arresto dei due fotoni A' e B' che hanno direzioni 

diverse con iniziale q = mxc che si porta a q = 0: l'energia cinetica dei due fotoni si 

trasformerebbe in energia potenziale (Ep) in variazioni di forma (vf) in un tempo T''. Con

tempo >T'' l'energia potenziale si riconverte in energia cinetica e ogni fotone riacquista 

la sua q = mxc con diverse direzioni con verso opposto: tra i versi opposti 

corrisponderebbe un angolo di 180 gradi con sottrazione duplice dell'angolo d'urto 

rispetto rispetto ai 180 gradi  

Esempio: 1 fotone urta con un angolo di 15 gradi un altro fotone a direzione diversa, i 

fotoni si arrestano e si rilasciano con versi opposti con un angolo di 150 gradi tra 

loro. Ad ogni urto angolare casualmente potrebbe succedere un addensamento 

fotonico tipo A''- B''- C''- D''- E''- F''- G'' con angolazione inferiore a 180 gradi sulla 

direzione dell'altro fotone di 180 gradi con casuale addensamento fotonico di 

A-B-C-D-E-F-G in cui tra T°.........T# le q = mxc passano a q = 0 in cui:

- A e A'' trasformano l'energia cinetica (Ec) in Ep con 2 vf

- B e B'' trasformano l'Ec in Ep con 2 vf


- C e C'' trasformano l'Ec in Ep con 2vf

- D e D'' trasformano l'Ec in Ep con 2vf

- E e E' trasformano l'Ec in Ep con 3 vf

- F e F' trasformano l'Ec in Ep con 1vf

- G e G'' trasformano l'Ec in Ep con 1vf

IL TUTTO PROBABILMENTE IN MILIARDESIMI DI SECONDO

In un tempo di miliardesimi di secondo T>T# l'energia potenziale si converte in 

q = mxc in cui:

A e A'' si respingono con versi opposti con angolo inferire a180 gradi (es 1°) con 

angolatura di 178°

B e B'' si respingono da A e A'' seguendo la direzione del verso di A e A''

C e C'' si respingono da B e B'' seguendo la direzione del verso di A e A''

D e D'' si respingono da C e C'' seguendo la direzione del verso di A e A''

E e E'' si respingono da E e E'' seguendo la direzione del verso di A e A''

F e F'' si respingono ortogonalmente da E e E'' sulla loro direzione

G e G'' si respingono ortogonalmente da E e E'' sulla loro direzione

ogni fotone che urta lateralmente un altro fotone determinera' il suo angolo d'impatto, 

con arresto di entrambi in T° con q = 0 e ripartenza di entrambi in T' con  q = mxc con 

direzioni e versi opposti con un angolo di 180 gradi sottratto all'angolo inziale dell'urto 

laterale raddoppiato. Le probabilita' d'urto laterale da dx e sx del fotone 

approssimativamente sarebbero 2x11.404.800 = 22.809.600 in totale.


Ipotesi di entaglement nell'addensamento fotonico all'interno di un microstato di una 

particella fondamentale.

Si era ipotizzato che leptoni, quarks e bosoni fossero costituiti da fotoni con frequenza IR che 

si urtano in tutte le direzioni e disordinatamente, creando un ordine casuale per mantenere la 

struttura della particella fondamentale. In questa teoria si elenca - per i fotoni - un numero 

approssimativamente di urti frontali, posteriori e laterali, che in combinazioni diverse, si 

addensano da T° a T''  perdendo la loro quantita' di moto q = mxc a q = 0 per il tempo 

necessario a riprendersi dalla q = 0 a q = mxc con t>T''. Gli urti avvengono con la stessa 

frequenza e quantita' di moto e l'incrociarsi, aggrovigliarsi tra due fotoni tipo entanged 

potrebbe verificarsi nell'addensamento fotonico tra T°......T'' e dalla angolazione degli urti.

Non sappiamo la vera forma di un fotone, ma l'urto elastico tra due fotoni indica una 

probabile variazione di forma (vf), delineando un'impronta direzionale da valutare nell'evento

di entaglement. Si puo' supporre che in ogni leptone, quarks e bosone (tranne il fotone) 

costituiti  da fotoni in un equilibrio dinamico, ogni microstato è soggetto ad addensamento 

fotonico (af) pari ad A^n in proporzione al numero dei microstati della particella fondamentale 

in rapporto alla sua massa esempio:

bosone W+-   massa  80,4 GeV/c^2  con af A^n

quarks up      massa    2,4 MeV/c^2 con af<<A^n

leptone elettrone massa     0,511 MeV/c^2 con af<<<<A^n

le probabilita' di creare con gli urti impronte direzionali sono molteplici, in cui le variazioni di 

forma accumulano energia potenziale in miliardesimi di secondo per poi riconvertirla in 

energia cinetica ripristinando la vf precedente. Ma potrebbe esserci un punto critico 

nell'addensamento fotonico in cui il persistere del tempo causa nel secondo, terzo fotone del 

ramo addensato un'impronta direzionale non piu' ripristinabile, dove l'energia potenziale si 

riconverte per decompressione del fotone mantenendo le impronte direzionali e il suo volume.

Osserviamo come esempio l'addensamento fotonico:

            

                /F           

A---><---B<---C<---D<---E         in T°.........T# la q = mxc passa a q = 0 da A.........G

               \G

in t = 2/7 di T°-T# potrebbe esserci il punto critico con permanenti  4 impronte direzionali:

1 impronta direzionale anteriore

1 impronta direzionale ortogonale  superiore

1 impronta direzionale posteriore

1 impronta direzionale ortogonale inferiore

si possono dedurre le probabilita':

1) che ogni atomo dell'universo ha una componente di af nei microstati delle sue 

particelle dipendente dalla propria massa e che una frazione di af/t fuoriesce dalle particelle 

fondamentali per uno  scambio fotonico tra altre particelle cariche elettricamente dell'atomo 

stesso e tra altri atomi diffusi nello spazio. Se un fotone  a 4 impronte direzionali - ruota su 

stesso  sull'asse x con le impronte anteriore e posteriore in un virtuale  diagramma  x-y da 

infinito verso un polarizzatore di luce che la fa passare solo  orizzontalmente - impatta con un 

altro fotone (privo di impronte) che ortogonalmente  superiormente o inferiormente 

occupa l'impronta direzionale, girando su se stesso con lo stesso verso di momento 

angolare (per coadiuvare l'orientamento orizzontale) del fotone a impronte nel 

passaggio orizzontale dal filtro del polarizzatore, quello senza impronte a direzione 

verticale non riuscirebbe a superare il filtro.



esempio di luce polarizzata
 
2) un fotone a 4 impronte direzionali ruoterebbe su se stesso con le impronte anteriore e 

posteriore in direzione virtuale sull'asse y  di un diagramma x-y; anche in questo caso il 

fotone a impronte si avvia sull'asse x da infinito verso un polarizzatore che fa passare la luce 

in senso verticale. e un fotone senza impronte potrebbe occupare girando su se stesso e 

con lo stesso verso di momento angolare di quello a impronte (per coadiuvare 

l'orientamento verticale), quella ortogonale superiore o inferiore del fotone per il suo 

passaggio verticale dal filtro, mentre il fotone privo di impronte non puo' passare.

3) le impronte anteriore e posteriore del fotone a impronte potrebbero essere occupate da 

fotoni senza impronte per coadiuvare l'orientamento orizzontale o verticale (assumendo lo 

stesso verso di momento angolare) del fotone a impronte, precedendo gli urti ortogonali e il 

rapporto entaglement tra fotoni a impronte con quelli senza impronte e rilasciarli al loro 

groviglio.

Qualsiasi atomo dell'universo sarebbe soggetto all'addensamento fotonico (af), ma quanti ce 

ne sarebbero per ogni atomo? Si possono definire come: (af/tempo/massa atomo)^n i fotoni 

scambiati all'interno dello stesso atomo e con altri atomi dell'universo; cio' comporta un 

fenomeno probabile di coincidenza di eventi. Supponiamo di avere due polarizzatori per il 

passaggio orizzontale della luce, uno posizionato sul pianeta Terra e l'altro sul pianeta Marte, 

a una distanza massima di 401x10^6 Km = 4,01x10^11 m; la luce percorre la distanza in un 

tempo = spazio/ velocita' = 4,01x10^11 m/3x10^8 mxs^-1 = 1336,6 s = 22,27 minuti. 

Nell'evento entaglement si è osservato in seguito, la prevalenza del passaggio simultaneo 

nella stessa  direzione di luce polarizzata  in cui i fotoni ricordando il groviglio tra loro due 

come fossero un'unica entita' si comportano allo stesso modo a grandi distanze. 

Sembrerebbe che il messaggio di comportamento di un fotone arrivi all'altro per agire insieme 

allo stesso modo; ma chi potrebbe essere il messaggero?  Nell'esempio sopra riportato è da 

escludere il fotone a v = 3x10^8 m/s perche' dalla Terra a Marte impiegherebbe 22,27 minuti,

la simultaneta'  del messaggio dovrebbe essere infinitamente ristretta tipo 10^-18 s e con una 

velocita' di 4,01x10^11 m/10^-18 s = 4,01x10^29 m/s un tachione? Quest'ultimo non è mai 

stato dimostrato e la spiegazione del messaggio puo' avere un'altra realta'



fotoni in rapporto entaglement
https://www.wired.it/scienza/lab/2019/07/15/prima-immagine-entanglement-quantistico/

la disponibilita' di avere un'ampia gamma di fotoni a 4 impronte dovrebbe essere presente in 

ogni particella di atomo dell'universo, cosi' pure per i fotoni senza impronte che potrebbero 

essere pari al 50% dell'intera popolazione di fotoni presenti in una particella fondamentale se 

l'af corrisponderebbe al 50% dell'intera popolazione fotonica della particella fondamentale, 

oppure i rapporti fotoni a impronte/senza impronte sono differenti tra loro ma ampiamente 

disponibili. Quindi sia sulla Terra che su Marte ci sarebbe nella zona dei due polarizzatori una 

massiccia presenza di fotoni a impronte e senza impronte a direzioni differenti che 

determinerebbero per coincidenza il passaggio simultaneo della luce polarizzata orizzontale 

in contraddizione ad un possibile tachione (mai dimostrato) che veicolerebbe a grandi 

distanze il messaggio di entaglement tra due fotoni con questa precedente esperienza 









domenica 7 novembre 2021

VARIAZIONI DI MCS (microstati) O SC (sistemi complessi)

 

Decadimento Beta

Una particella beta è un elettrone ad alta velocità che fuoriesce da un nucleo in

 disintegrazione.

Tale particella può avere carica negativa unitaria (ß-, decadimento beta

negativo), o carica positiva unitaria (ß+, decadimento beta positivo). In ogni 

caso la massa è identica a quella dell'elettrone.


Si puo' ipotizzare una variazione dei mcs o sc da:


Decadimento B- (atomo con eccesso di neutroni)

n (neutrone)------>p (protone) + é (elettrone = Beta negativo) + v'e antineutrino

varia il numero Z (protoni) dell'atomo, mentre il numero A (protoni+neutroni) rimane invariato.



decadimento B-         


                   

dal decadimento Beta negativo:                                                                                         

il neutrone (n) costituito da 3 quarks: (2 down (d) pari a 2x4.8 MeV/c^2 e da 1    

up (u) pari a  2,4 MeV/c^2) decade in un protone costituito da 3 quarks ( 2 up 

pari a 2x2,4  MeV/c^2 e da  un down pari a 4,8 MeV/c^2); si libera un bosone 

W- di massa = 80,4 GeV/c^2 una  particella Beta negativa = elettrone di peso 

9,1093837015×10^-31 kg con massa pari a 0,510998 95000 MeV/c^2 e un v'e 

antineutrino elettronico pari a una massa <2,2 eV/c^2.              


Nel decadimento Beta negativo cosa avviene:

1) i tre quarks del neutrone costituti da mcs caratteristici variano da:                                

12 MeV/c^2 ai tre quarks del protone pari a di 9,6 MeV/c^2 con una variazione 

di mcs e  una perdita di massa pari a 2,4 MeV/c^2: n – p = 2,4 MeV/c^2                                         

2) dal neutrone in decadimento si libera un W– con massa considerevole di 

80,4  GeV/c^2, mentre il neutrone ha una massa di 0,939565378 GeV/c^2: 

come mai  apparentemente si libera piu' massa da un neutrone violando il 

principio di   conservazione   di massa? In realta' il nucleo di quell'atomo è in 

disintegrazione e da questo esce anche il bosone che genera   l'elettrone e l

'antineutrino quindi:                                                                                          

510998,95 eV/c^2 (massa elettrone) + 2,2 eV/c^2 (massa antineutrino) =                          

= 511001,15 eV/c^2 = 0,51100115 MeV/c^2 somma elettrone+antineutrino e                  

da 80.400 MeV/c^2 (massa W -) - 0,51100115 MeV/c^2 (somma è+v'e) =                        

= 80399,489 MeV/c^2 massa che rilascia il W – dopo rilascio è + v'e, quindi:                     

80399,489 MeV/c^2 + 2,4 MeV/c^2 = 80401,889 MeV/c^2 massa totale perduta 

        

dal decadimento di un neutrone in un nucleo atomico in disintegrazione.                                    

3) Utilizzando la formula di Eistein E = mc^2 ottengo l'energia rilasciata da un 

neutrone in decadimento dal nucleo che sta disintegrandosi, ma prima devo 

trovare la massa:

= 80401,889 MeV/c^2 = 80401,889x10^6 eVx1,6x10^-19 J/9x10^16 m^2xs^-2 

1,429366916x10^-25 Kg, segue:                                                                                          

E = 1,429366916x10^-25 Kgx9x10^16 m^2xs^-2 = 1,28643x10^-8 J                               

                      

come si evolvera' questa energia proveniente dal decadimento di un neutrone                    

dal un nucleo atomico in disintegrazione? Potrebbe essere disponibile     

per le 34eV utilizzate dalla particella B- nella sua energia cinetica:                          

( E = 1/2mv^2 )  pari a:                                                                                                                                                                                                               


34x1,6x10^-19 J = 1/2x9,1093837015×10^-31 kgxv^2                                            

v^2 = 54,400x10^-19 J/ 9,1093837015x10^-31 Kg = 5,972x10^12 m^2xs^-2               

(5,972x10^12)^1/2 = 2,443767583x10^6 m/s velocita' B – nel decadimento       

neutrone                                                                                                                

pure il decorso dell'antineutrino utilizzerebbe l'energia liberata.   

Dalla disintegrazione del nucleo atomico si evidenzia una variazione di 

microstati in sequenza in cui varia la massa e la funzione della particella quark, 

bosonica, leptonica.



          

una possibile variazione di mcs potrebbe avvenire quando la particelle B- si avvicina ad

 un elettrone in rapporto energetico con il nucleo di un altro atomo,  ed entrambi si 

respingono tramite fotoni liberati dai 2  elettroni, causando la ionizzazione dell'atomo, a 

causa della maggior energia (scambio fotoni) scambiata tra particella B- ed elettrone; 

quest'ultimo in rapporto energetico (scambio fotoni) tra nucleo ed altri elettroni  presenti 

nell'atomo.

L'intuizione teorica che dovrebbe essere dimostrata scientificamente, potrebbe 

riguardare un cospicuo scambio di fotoni tra quarks nel nucleo  atomico che 

si respingono e scambi di fotoni tra elettroni nell'atomo mantenendo i loro livelli 

energetici, il tutto integrato da scambio  fotonico tra quarks ed elettroni dell'atomo a 

diversa energia prevalente per gli elettroni che si oppone allo svincolo di legame tra 

quarks:

 E(repulsiva quarks) = hv<E(contenitiva elettroni) = hv' con v<v' la frequenza dei fotoni 

emessi dagli elettroni è maggiore rispetto a quella dei quarks. I gluoni (bosoni) 

determinanti nel cambiamento di colore dei quarks, con probabili scambi fotonici con i 

quarks integrano l'azione fotonica di contenimento degli elettroni  nell'azione 

repulsiva tra i quarks nel nucleo

Questa intuizione teorica riguarderebbe la dinamica dei mcs degli elettroni, quarks e 

gluoni che differiscono fondamentalmente dalla loro massa e dall'azione dei mcs.



 

Nel decadimento Beta positivo (B+) cosa avviene:


p (protone)---------> n (neutrone) +  B+  + v (neutrino)

varia il numero  Z, mentre rimane invariato il numero A

B+ è un positrone = un anti elettrone,costituito di antimateria come v'e   (antineutrino 

elettronico nel decadimento B-). L'antimateria potrebbe considerarsi la forma speculare della 

materia: supponiamo di osservare in un mcs di materia un fotone che percorre uno spazio 

nell'ascissa negativa (-x), si deduce grazie alla specularieta' che nello stesso mcs di 

antimateria il fotone percorre uno spazio nell'ascissa positiva (x); 

SI POTREBBE IPOTIZZARE CHE TUTTE LE DIREZIONI DI MOVIMENTO DEI  FOTONI DI 

UN MICROSTATO DI MATERIA, SONO INVERSI ALLE DIREZIONI DI MOVIMENTO DELLO 

STESSO MICROSTATO DI ANTIMATERIA, cio' determinerebbe un cambio di funzioni. 

Se l'elettrone assorbe ed emette fotoni, l'antielettrone non sarebbe in grado di farlo, QUINDI 

MESSI A CONFRONTO NON SAREBBERO IN GRADO DI RESPINGERSI CON SCAMBIO 

DI FOTONI, MANCHEREBBE UNA SORTA DI STABILIZZAZIONE ENERGETICA PER 

MANTENERE LA STRUTTURA DI MATERIA. Cosi' la particella B+ si avvicinerebbe ad un 

elettrone - con rapporto energetico con il nucleo ed elettroni dell'atomo di appartenenza -,   

con v = 2,443767583x10^6 m/s molto elevata;  l'elettrone subirebbe l'effetto magnetico 

esercitato dalla B+ che non scambia fotoni con l'elettrone (mentre questo lo farebbe)..E 

VIENE A  MANCARE L'EFFETTO STABILIZZATORE DELLO SCAMBIO FOTONICO. quindi 

è la particella B+ che non scambierebbe fotoni ed eserciterebbe un effetto magnetico 

sull'elettrone, maggiore di quello che quest'ultimo avrebbe in rapporto di equilibrio con il suo 

nucleo ed elettroni dell'atomo di appartenenza.....seguirebbe un'apparente attrazione 

dell'elettrone da parte della B+ causando ionizzazione dell'atomo.


                





l'incontro tra un elettrone e un positrone comporta nel giro di 10^-9 secondi all'annichilimento 

della particella materiale dell'elettrone e della particella antimateriale positrone con la 

liberazione di 2 raggi gamma di 511 KeV ciascuno in direzioni opposte. Ma si determina una 

discrepanza con la teoria dei microstati o sistemi complessi e i 2 raggi gamma liberati 

dall'annichilimento: come fa una massa di un elettrone e positrone di peso: 

9,1093837015x10^-31  Kg diventare una massa di soli 10^-54 Kg (peso fotone)?


gammaraggi: Radiazione elettromagnetica di elevatissima frequenza (maggiore di 

circa 3x10^18 Hz, e quindi lunghezza d'onda inferiore a 10^10 m), i cui fotoni hanno 

energie maggiori di circa 10 keV.

si potrebbe calcolare la frequenza dei  raggi gamma liberati dall'annilichimento 

elettrone-positrone con E = h(costante di Plank)xv(frequenza)

v = 511x10^3 eVx1,6x10^-19 J/6,626x10^-34 Jxs = 1,234x10^20 Hz

la frequenza indica che in un secondo si liberano approssimativamente 10^20 fotoni: 

sono contenuti nel raggio gamma? a chi appartengono? Con la formula di Einstein 

E = mc^2 potrei ricavare la massa del raggio gamma: 

m = 511x10^3 eVx1,6x10^-19 J/9X10^16 m^2xs^-2 = 90,84x10^-32 Kg

m = 9,084x10^31 Kg = 9,1x10^-31 Kg massa elettrone; massa positrone

il calcolo sarebbe stato piu' preciso con:

velocita' luce = 299792458 m/s invece di utilizzare c = 3x10^8 m/s

TUTTI I FOTONI FACENTI PARTE DEI MICROSTATI NELL'ELETTRONE E POSITRONE: 

massa elettrone = massa positrone/massa fotone = 9,1x10^23 fotoni si proiettano alla 

frequenza = 1,234x10^20 Hz con energia = 511 KeV

L'intuizione che quarks, leptoni e bosoni siano particelle costituite da un 

numero di microstati con determinate funzioni e' valida.